Consulenza 4.0, La versione di Barney

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Consulenza 4.0, La versione di Barney

Consulenza 4.0, La versione di Barney

È la consulenza la vera protagonista della digital transformation? 

L’osservazione della realtà, se si escludono le solite Big della consulenza internazionale, appare alquanto diversa. Infatti, registriamo che nella cultura dominante siano le software house e i dipartimenti IT a proporsi come protagonisti di questa trasformazione, e non la consulenza. Ma sarà davvero così?

Se da un lato è vero che questa trasformazione è resa possibile grazie alla rivoluzione digitale, dall’altro questa ne rappresenta solo la base, come lo fu già il vapore nella prima rivoluzione industriale, l’energia elettrica nella seconda e l’informatica e internet nella terza. E così, possiamo dire che le competenze per guidare il change management che comportano i nuovi modelli organizzativi non sono nell’ordine delle competenze né delle software house (a meno che non si attrezzino a consulenza di organizzazione) né, tantomeno, dei dipartimenti IT, che sono parte dell’organizzazione, e perciò parte del problema.

Quindi, che la digital transformation sia materia della consulenza di organizzazione dovrebbe risultare quasi consequenziale, ma non lo è. Possiamo chiederci il perché? Forse perché si sente essa stessa debole sotto il profilo tecnologico a meno di attrezzarsi con dipartimenti che fungano da software house? Proviamo allora a definire meglio il campo di lavoro dove ciascuno degli attori mantiene il proprio ruolo propulsivo aggiornato alla rivoluzione 4.0.

La consulenza delle organizzazioni, ovvero la Consulenza 4.0

Tutte le società, anche medie e piccole, devono comprendere che per erogare la cosiddetta Consulenza 4.0 non bisogna essere esperti sviluppatori ICT, ma bisogna conoscere finalità e limiti delle soluzioni tecnologiche digitali. Questo significa dare accesso a strumenti quali piattaforme cloud e disporre di metodologie organizzative 4.0, le quali, a loro volta, non devono richiedere particolari expertise informatiche (come scrivere righe di codice!).

Le software house ed i reparti ICT devono quindi migrare verso nuovi linguaggi di programmazione ed essere pronte (secondo me già lo sono!) a rispondere a nuove esigenze dell’utenza man mano che questa cambia, sotto la guida esperta della consulenza che si occupa di persone e di lavoro. E così, anche le software house hanno grande bisogno di consulenza 4.0, prima di altre imprese, per sviluppare un ruolo nuovo all’interno della digital transformation.

Ma allora quali sono gli adeguamenti richiesti all’attuale consulenza, già molto esperta di empowerment, lean organization, smart organization, data driven organization, ecc. ecc. per fare la rivoluzione?

Alcuni consigli per la Consulenza 4.0

Fondamentalmente si tratta di colmare la carenza di infrastruttura e di metodologia. Per esempio, può risultare facile suggerire il decentramento degli uffici o lo smart working, ma poi bisogna fornire ambiente collaborativo, infrastruttura e metodologia di lavoro adeguate a migliorare le performance. Ambiente collaborativo, infrastruttura e metodologia che costituiscano terreno condiviso di lavoro, principalmente tra direzione d’impresa, consulenza, collaboratori e, on-demand, software house.

SweetHive propone a imprenditori, CEO e società di consulenza il sistema integrato di ambiente e infrastruttura collaborativa cloud BusinessRM e la metodologia originale Context Oriented Management (in sigla COM) o gestione per contesti, entrambi nativi digitali per l’organizzazione della quarta rivoluzione industriale.

Il sistema BusinessRM e COM costituiscono il campo di lavoro proficuo innanzitutto tra direzione d’impresa e consulenza di organizzazione.

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