Nomadismo digitale. La nuova frontiera del futuro?

Nomadismo digitale

Nomadismo digitale. La nuova frontiera del futuro?

Nomadismo digitale. La nuova frontiera del futuro?

Ogni giorno la tecnologia apporta piccoli ma significativi cambiamenti nelle nostre vite. Fino a che punto il nostro modo di vivere si può adattare all’evolversi della tecnologia? In questo articolo si parlerà di “nomadismo digitale” come l’inizio di una nuova era, quella della felicità lavorativa.

Anni fa sono andata a trovare una mia amica a Londra. Siamo cresciute insieme, abbiamo frequentato gli stessi posti, per cui posso dire di conoscerla molto bene.
Un giorno siamo andate in una delle caffetterie in centro, per chiacchierare e aggiornarci sulle nostre vite. Mi racconta che ha conosciuto un ragazzo, più grande di lei. Incuriosita, le chiedo chi fosse e che cosa facesse nella vita.
Lei mi dice che è finlandese, che l’ha conosciuto in Gran Bretagna ad un evento aziendale, e che “Il suo lavoro è fantastico”, ricordo ancora le sue parole. “Presto seguirò anche io le sue tracce”.

“Racconta! Che lavoro fa?”, chiedo, trascinata dalla curiosità.
“Charlie [nome di fantasia, NdR] è un nomade digitale”, risponde lei felice.

Vi chiedete quale sia stata la mia reazione? Sono stata in silenzio.

Cos’è il Nomadismo Digitale

Anni fa non sapevo neanche cosa volesse dire “Nomadismo digitale”. Nel tempo, ho scoperto che “il lavoro da remoto e il nomadismo digitale sono, e saranno, tra i trend più importanti del prossimo decennio”, e a testimoniarlo è proprio uno studio il cui titolo è The Future 100: Trends and Change to Watch in 2018, condotto della famosa agenzia statunitense di ricerca J. Walter Thompson Intelligence. Nel pratico, si tratta di una nuova generazione di professionisti in mobilità e alla continua ricerca di luoghi dove è bello vivere, lavorare e fare impresa con ritmi più lenti e una dimensione relazionale più umana.

Prima ancora che una realtà, il nomadismo digitale è un’opportunità di realizzazione individuale e di svolta economico-sociale.

“La mobilità dei nomadi digitali offre grandi opportunità in relazione alla possibilità di cogliere, ovunque si trovino, le opportunità esistenti. Un’estensione degli orizzonti intellettuali e professionali, attraverso l’incontro di nuove culture, persone e luoghi […].”, scrivono in “Il Nomadismo Digitale Come Nessuno lo Ha Mai Raccontato Prima”. E ancora,

Il nomade digitale in questo contesto diventa la nuova figura professionale che sfrutta le moderne tecnologie dell’informazione e della comunicazione per lavorare da remoto, avendo al tempo stesso la possibilità di disporre del proprio tempo e delle proprie abilità in modo concreto e costruttivo. Lavorare da luoghi e in contesti felicitanti che di volta in volta possono risultare mutevoli in base al ciclo di vita che si sta vivendo, dove il punto di partenza e di arrivo è la serenità e il benessere personale.

Un nuovo modo di vivere e essere felici, insomma. Charlie, all’epoca, aveva già visto giusto?

La nuova frontiera

Credo che il Nomadismo digitale possa essere un portento per le aziende, perché possono disporre di collaboratori contenti del proprio lavoro e della propria vita, nel luogo che più si desidera.  

Perlomeno, per la realtà per cui lavoro, la nuova frontiera consiste nel poter lavorare da remoto in qualsiasi luogo in cui vi è almeno una connessione internet, un computer e la piattaforma collaborativa, SweetHiveche rende unita anche una realtà frammentata tra le varie parti del mondo. SweetHive è lo strumento per eccellenza per il lavoro da remoto e il nomadismo digitale: ti consente di condividere documenti, notizie, aggiornamenti, fare video riunioni, tutto con pochi click. E tenere salda la serenità di essere focalizzata su un obiettivo.  

Che sia la strada migliore per le aziende e per i collaboratori 2.0, non è facile dirlo. Sicuramente, questa può essere la nuova frontiera del futuro. “Lo scopriremo solo vivendo”, dice una famosa canzone.  

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